Anticorruzione e “231”: due mondi a confronto, una dialettica costruttiva

Un evento di altissimo spessore culturale, un pomeriggio di grande confronto, tanti spunti di riflessione e di approfondimento con la consapevolezza di aver aperto la strada ad un dibattito che avrà certamente un seguito lungo e partecipato.

È questa una possibile sintesi di quanto accaduto lo scorso 5 ottobre al Convegno organizzato a Milano dall’AODV231.

Di fronte ad una sala gremita di attenti professionisti, relatori di altissimo profilo si sono confrontati sul tema “231 e anticorruzione”, ovvero due mondi che da qualche anno si studiano e si osservano alla ricerca dei punti condivisi che possano far superare le evidenti differenze che comunque permangono.

Sullo sfondo ci sono due normative nate sulla base di spinte e di esigenze molto diverse, ma che pian piano hanno trovato un terreno comune in quella parte di campo di applicazione che comprende, soprattutto, le società a controllo o partecipazione pubblica.

Il Presidente dell’Autorità Nazionale AntiCorruzione, Raffaele Cantone, nell’aprire la prima sessione di interventi, ha ricostruito brevemente l’excursus dell’attuale “sistema anticorruzione”, la cui centralità resta affidata alla Legge 190/2012.

Il Consigliere Cantone ha quindi sottolineato il ruolo determinante delle Autorità di Vigilanza, in primis quella da lui guidata, chiamate di frequente a colmare (con normativa di secondo livello o linee guida) le lacune di una disciplina non sempre omogenea, attraverso un supporto di tipo interpretativo che spesso anticipa le scelte legislative.

In tale scenario si è inserito con lucido pragmatismo l’intervento del dott. Luca Bianchi, Presidente di ATM S.p.A. (Azienda Trasporti Milanesi), realtà pubblica di grande complessità, non soltanto per dimensioni ma anche per raggio di operatività, per tipologia di approccio al mercato e per una serie di fattori che ne fanno un vero e proprio banco di prova della convivenza tre le disposizioni proprie del settore pubblico e quelle di matrice più privatistica, quale il D.Lgs. 231/2001.

È stato così possibile osservare la complessità della struttura aziendale interna e dei molteplici livelli di contatto e interazione tra gli Organismi di Vigilanza (vari OdV per le diverse società del Gruppo) e le strutture e i presìdi in tema di anticorruzione e trasparenza (RPCT).

Gli interventi del prof. Vittorio Manes (Ordinario di Diritto penale all’Università di Bologna) e dell’avv. Simona Rostagno (Avvocato amministrativista a Torino) hanno poi rappresentato un momento di grande realismo nell’analisi dello scenario normativo, non scevro da contraddizioni giuridiche.

Si è dunque evidenziata un’apparente antinomia tra l’impianto di matrice privatistica e quello più inerente al settore pubblico, posto che quest’ultimo tende a prevenire comportamenti di mala gestio del singolo che, in quanto tali, sono contrari al buon andamento della P.A.; mentre la responsabilità “231” si fonda sul principio della prevenzione dei comportamenti che producono un beneficio per l’ente. Quello che per il “sistema 190” è un comportamento punibile (il singolo che agisce per interessi propri sfruttando la macchina pubblica), per il “sistema 231” è invece (per lo più) una causa di non punibilità per l’ente. 

La seconda sessione di interventi è stata caratterizzata dal tentativo di individuare soluzioni che consentano di superare le citate contraddizioni e, al contempo, offrire efficaci soluzioni alla prevenzione della corruzione nei diversi contesti.

Non senza evidenziare obiettive difficoltà, il dott. Ascensionato Carnà (del Consiglio direttivo AODV231) ha illustrato il tema dei rischi e dei presìdi di controllo delle aziende che operano con la Pubblica Amministrazione. L’argomento è stato affrontato sotto il profilo della dialettica (che si auspica virtuosa) tra i Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione ed i Modelli organizzativi adottati ai sensi del Decreto 231.

L’avv. Margherita Bianchini (Vicedirettore generale di Assonime) e la dott.ssa Maria Pia Redaelli (RPCT della Giunta della Regione Lombardia) hanno condiviso le rispettive esperienze, sottolineando come lo sforzo richiesto agli enti destinatari delle norme sia tutt’altro che trascurabile. Insomma, per coloro che (come chi scrive) fin dalle origini hanno avuto il privilegio di seguire con interesse gli eventi organizzati dall’AODV231, l’appuntamento del 5 ottobre scorso non ha solo rappresentato un “consueto” momento di elevato confronto, ma anche reso più evidente la percezione dell’autorevolezza che l’AODV231 ha raggiunto nel campo di applicazione del D.Lgs. 231/2001.

(Fonte: AODV231)

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