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Svolgimento di attività straordinarie e infortuni sul lavoro

Svolgimento di attività straordinarie e infortuni sul lavoro

Quando l’attività del lavoratore è nuova rispetto alle ordinarie mansioni, il datore di lavoro e l’ente rispondono dell’infortunio sul lavoro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con sentenza n. 46218.

 

Nel caso specifico, un operaio cadeva da circa due metri di altezza mentre svolgeva alcune lavorazioni in quota. I giudici, avevano accertato come, solitamente, all’interno dell’impresa, tali mansioni fossero del tutto nuove. Inoltre, non erano state garantite specifiche cautele, né il lavoratore aveva ricevuto adeguata formazione.

 

Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso dell’imputato, confermando il principio secondo cui:

 

  • in tema di prevenzione antinfortunistica, perché la condotta colposa del lavoratore possa ritenersi abnorme e idonea ad escludere il nesso di causalità tra la condotta del datore di lavoro e l’evento lesivo, è necessario non tanto che essa sia imprevedibile, quanto che sia tale da attivare un rischio eccentrico o esorbitante dalla sfera di rischio governata dal soggetto titolare della posizione di garanzia.

 

 

Inoltre, la difesa della persona fisica, aveva impugnato anche la decisione in merito alla responsabilità ex D. Lgs. 231/2001 della società. Però la Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso. Sostenendo che “mentre l’atto di appello è stato proposto dal difensore anche per conto della società, il ricorso per cassazione risulta proposto solo per conto della persona fisica, la quale non ha interesse rispetto a tale doglianza”.

 

(Fonte: AODV231)