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Best practice: i comportamenti in sicurezza dello smartworker

Best practice: i comportamenti in sicurezza dello smartworker

L’Informativa Inail, cui abbiamo fatto riferimento nel precedente articolo, è stata pubblicata in occasione dell’emergenza COVID-19, come strumento volto a tutelare la salute e la sicurezza dello smartworker. Tuttavia, le linee guida e le misure di prevenzione generali in essa contenute, rappresentano un vademecum utile a chiunque si trovi a svolgere l’attività lavorativa al di fuori della sede aziendale, a prescindere dall’emergenza sanitaria che sta caratterizzando l’anno in corso.

 

Quest’oggi, ci soffermiamo sui comportamenti di prevenzione generale richiesti allo smartworker e sul capitolo dell’Informativa Inail contenente le indicazioni relative allo smartworking in ambienti indoor privati.

 

In primo luogo, assume particolare rilevanza l’attività di cooperazione che ogni lavoratore dovrebbe mettere in atto nell’osservare le misure di prevenzione e protezione predisposte dal Datore di Lavoro. In quest’ottica, è molto importante evitare condotte, ambienti e situazioni che possano generare rischi per la propria salute e sicurezza, o per quella di terzi.

 

Lo smartworker ha il compito di individuare i luoghi di lavoro maggiormente idonei per l’esecuzione della prestazione lavorativa, tenendo ragionevolmente conto delle necessità connesse alla prestazione stessa, così come alle proprie esigenze di vita.

 

Inoltre, ciascun lavoratore è chiamato a rispettare precise indicazioni, volte a prevenire i rischi legati allo svolgimento della prestazione in modalità di “lavoro agile”.

 

Riportiamo di seguito le principali raccomandazioni riguardanti gli ambienti indoor privati, con particolare riferimento alle caratteristiche dei locali, all’illuminazione e all’aerazione:

  • Le attività lavorative non possono essere svolte in locali tecnici non abitabili, ovvero seminterrati, rustici, soffitte, box, etc.
  • Deve essere garantita la disponibilità di servizi igienici ed acqua potabile, insieme alla presenza di impianti a norma e sottoposti a adeguata manutenzione.
  • Le superfici interne delle pareti non devono presentare tracce di condensazione permanente, quindi muffe.
  • All’interno dei locali dove opera lo smartworker deve essere garantita un’adeguata illuminazione naturale diretta, insieme alla presenza di impianti di illuminazione artificiale, generale e localizzata.
  • L’illuminazione generale e specifica, ad esempio quella derivante dalle lampade da tavolo, deve essere tale da assicurare un sufficiente illuminamento e un appropriato contrasto tra lo schermo e l’ambiente circostante.
  • È opportuno prevedere un ricambio d’aria naturale, oppure mediante ventilazione meccanica.
  • Il lavoratore dovrebbe evitare di esporsi a correnti d’aria, che potrebbero colpire una zona circoscritta del corpo, come ad esempio la nuca, le gambe.

 

 

Cosa dite di queste raccomandazioni, riuscite ad attuarle nelle vostre case?
Nella prossima news vi parlerò dell’importanza della formazione anche nel lavoro agile.
A martedì.

 

Erika Camilletti

Technical Advisor ESHQ Consulting

e.camilletti@eshqconsulting.it