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Diritto alla disconnessione e rischi per la salute dello smartworker

Diritto alla disconnessione e rischi per la salute dello smartworker

Il diritto alla disconnessione è un concetto chiave dal punto di vista della tutela della salute sicurezza dello smartworker.

 

In Italia, l’argomento è stato introdotto con la Legge 81/2017 che, tuttavia, non è sufficiente a regolamentare in modo esaustivo il diritto effettivo alla disconnessione. Il quale viene demandato alla contrattazione privata tra Datore di lavoro e lavoratore. Infatti la Legge, all’articolo 19, specifica che l’accordo di smartworking tra le parti deve prevedere specifiche misure tecniche e organizzative, necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche. Si fa riferimento, in particolare, alla gestione dell’orario di lavoro e all’intento di tutelare l’individuo dai rischi connessi al superamento dei limiti di durata della prestazione.

 

Tali rischi sono dunque connessi ad un potenziale eccesso di lavoro, che potrebbe avere conseguenze sulla salute del lavoratore.

 

Il diritto alla disconnessione e la capacità di porre il lavoratore in condizione di poter organizzare le attività per fasi, cicli e obbiettivi, mediante un’adeguata gestione dei tempi di lavoro e di riposo, sono il presupposto per prevenire l’insorgere di specifiche problematiche e disturbi connessi alla salute psicologica dell’individuo. Tra questi, compaiono:

  • Sindrome da burnout: ovvero un grave logorio psichico ed emotivo derivato dallo stress lavorativo.
  • Tecnostress: lo stress causato dallo scorretto utilizzo delle tecnologie e da un sovraccarico di flussi di informazione, che può indurre a generare ansia, insonnia, mal di testa.

In aggiunta, il sovraccarico di informazioni e lo squilibrio tra ciò che si richiede al lavoratore e le reali capacità individuali dello stesso nel fronteggiare tali richieste, possono causare un’evidente diminuzione della produttività lavorativa.

 

Recentemente, è stato depositato un disegno di legge per il “riordino della disciplina in materia di lavoro agile e l’introduzione del diritto alla disconnessione per il benessere psico-fisico dei lavoratori e dei loro affetti”. Tra gli interventi previsti:

  • Le fasce concordate di reperibilità del lavoratore, al di fuori delle quali non può essere chiamato.
  • Le prestazioni da svolgersi in un arco temporale non superiore alle 13 ore giornaliere.
  • Un periodo di riposo minimo di 11 ore ogni 24 e di 48 ore dopo 5 giorni di lavoro consecutivo.

E’ previsto anche che venga attivata la stessa sorveglianza sanitaria e tutela in caso di malattia o infortunio di chi lavora presso la sede.

Il disegno di legge può costituire la base per avviare, anche in Italia, un apposito iter legislativo.

Poiché i rischi sono principalmente correlati al benessere psicofisico del lavoratore e agli aspetti socio-ambientali della prestazione lavorativa, sarebbe forse opportuno inquadrare il diritto alla disconnessione all’interno del Testo Unico per la salute e sicurezza sul lavoro.

 

Se avete domande mandatemi una mail all’indirizzo che trovate di seguito

Erika Camilletti

Technical Advisor ESHQ Consulting

e.camilletti@eshqconsulting.it