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Elementi per la costruzione di un Modello Organizzativo

Elementi per la costruzione di un Modello Organizzativo

Con sentenza n. 18842/2019, vengono forniti interessanti elementi per la costruzione di un Modello Organizzativo che possa costituire funzione esimenti per le sanzioni previste dal D.Lgs. 231/2001.

 

Il legislatore, infatti, ha previsto la possibilità per l’ente di sottrarsi totalmente o parzialmente all’applicazione delle sanzioni. A patto che siano state rispettate determinate condizioni. In particolare, l’art. 6 del D.Lgs. 231 contempla una forma di “esonero” da responsabilità dell’ente se si dimostra di aver adottato ed efficacemente attuato Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo idonei a prevenire la realizzazione degli illeciti penali considerati.

 

Di seguito un caso esaminato dalla Suprema Corte.

 

Il caso tratta della società Canditfrucht S.p.A., azienda leader nella produzione di succhi di frutta, olii essenziali, frutta candita, bucce essiccate, cellule, segmenti e private label. Alla quale è stata imputata la gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti con riferimento al c.d. “pastazzo” di agrumi. Ovvero per lo smaltimento in discariche abusive e in altri luoghi non autorizzati.

 

La Corte sottolinea l’importanza di avere un Modello che rappresenti l’analisi del rischio rispetto alla commissione dei reati 231 e l’individuazione delle misure idonee a contenere e contrastare i rischi.

 

Un’analisi di rischio che non valuta correttamente la capacità delle misure di controllo esistenti di mitigare il rischio di commissione del reato rilevato rischia, concretamente, di impedire il superamento del vaglio di adeguatezza del Sistema 231.

 

La sentenza

Riportiamo di seguito parte della sentenza pronunciata dalla Corte:

  • una volta accertata la commissione di determinati reati da parte delle persone fisiche che esercitano funzioni apicali, i quali abbiano agito nell’interesse o a vantaggio delle società, incombe sui predetti enti l’onere di dimostrare di aver adottata ed efficacemente attuato, prima della commissione del reato, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. In tal senso, la colpa di organizzazione è fondata sul rimprovero derivante dall’inottemperanza da parte dell’ente dell’obbligo di adottare le cautele, organizzative e gestionali. Necessarie a prevenire la commissione dei reati previsti tra quelli idonei a fondare la responsabilità del soggetto collettivo. Dovendo tali accorgimenti essere consacrati in un documento che individua i rischi e delinea le misure atte a contrastarli.

 

Leggi sentenza n. 18842/2019