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Green Pass: il DdL deve segnalare le violazioni al prefetto?

 

L’obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro è una delle tematiche che emerge maggiormente all’interno dell’opinione pubblica, a causa dei numerosi dubbi interpretativi e applicativi. Uno di questi riguarda l’obbligo giuridico di riferire la violazione dell’obbligo di green pass in azienda: chi è tenuto a farlo?

 

Tutto ciò è indicato dal decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127 recante “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening”. Decreto-legge che, ricordiamo ancora, prevede – dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza – l’obbligo della certificazione verde COVID-19 per l’accesso ai luoghi di lavoro pubblici e privati.

 

Il datore di lavoro: perché non deve segnalare le violazioni

 

La vigilanza è di competenza delle forze della Polizia di Stato, dei carabinieri, nonché del personale dei corpi di polizia municipale munito della qualifica di pubblica sicurezza.

 

In caso di violazione delle disposizioni da parte dei datori di lavoro sul rispetto del divieto di accesso al lavoro dei lavoratori senza green pass o di mancata adozione delle misure organizzative da parte del datore di lavoro nel termine previsto, nonchè per la violazione del lavoratore che accede ai luoghi di lavoro senza certificazione verde. Per queste violazioni la sanzione amministrativa prevista dal comma 1 del citato articolo 4 del decreto-legge n. 19 del 2020 è stabilita in euro da 600 a 1.500.

 

 

I doveri e gli obblighi del Prefetto

 

Uno dei compiti del Prefetto, in collaborazione con il Ministro dell’Interno, è quello di assicurare l’applicazione delle misure con l’ausilio delle forze di polizia e, dove è necessario, delle Forze armate.

Al personale delle Forze armate impiegato, previo provvedimento del Prefetto competente, per assicurare l’esecuzione delle misure di contenimento di cui agli articoli 1 e 2 è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza.

 

Gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora.

Infine, come risulta dall’articolo di legge seguente, l’accertatore è ovviamente colui che ha il potere di contestare immediatamente la trasgressione dell’obbligo amministrativo, che non può assolutamente essere il datore di lavoro.

 

Contestazione e notificazione della sanzione

 

La violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.

Se non è avvenuta la contestazione immediata per tutte o per alcune delle persone indicate nel comma precedente, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all’estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall’accertamento.

 

L’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nel cui confronti è stata omessa la notificazione nel termine prescritto.

 

Fonte: PuntoSicuro.it