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I rischi non previsti e la responsabilità del Datore di Lavoro

I rischi non previsti e la responsabilità del Datore di Lavoro

In una recente sentenza, la Cassazione ricollega direttamente al Legale Rappresentante dell’impresa la responsabilità per un sinistro dovuto ad un rischio non gestito e valutato secondo l’art. 28 del Testo Unico Sicurezza.

 

Al tempo stesso, la distrazione del lavoratore infortunato non era ritenuta idonea a influire sul nesso causale e ad escludere la responsabilità penale dell’imputata.

 

Il caso

La persona offesa, operaio magazziniere, aveva il compito di caricare dei pannelli di legno destinati al taglio sul carrello portapezzi di una sega circolare squadratrice.

 

Il sinistro si verificava perché il lavoratore appoggiava la mano sul binario del carrello del macchinario che, azionato dal collega esperto, “schiacciava il quinto dito della mano destra, determinando l’amputazione traumatica della falange ungueale”.

 

La condanna dell’amministratore in primo grado, confermata in appello, avveniva sulla base di:

  • carenza di procedure per l’utilizzo congiunto della macchina da parte di più soggetti;
  • omessa valutazione del rischio interferenziale;
  • mancata formazione del lavoratore infortunato in ordine all’uso della macchina;
  • insussistenza di deleghe aventi i requisiti prescritti dall’art. 16 TUSL.

 

Circa la mancanza di una delega per la sicurezza, la Cassazione ribadiva la carenza dei puntuali requisiti di cui all’art. 16 TUSL:

  • (accettazione da parte del delegato, forma scritta, data certa, sussistenza requisiti professionali e di esperienza del delegato con attribuzione dei relativi poteri, anche di spesa, tempestiva ed adeguata pubblicità).