Iso 45001

I sistemi di gestione e il periodo di migrazione alla UNI ISO 45001

Quali sono gli aspetti più importanti della norma UNI ISO 45001 sui sistemi di gestione? Cosa devono fare le aziende entro l’11 marzo 2021? Si dovrà modificare il Testo Unico? Ne parliamo con Lucina Mercadante della Contarp Inail.

In questi ultimi anni che, come ricordato più volte dal nostro giornale,  sembrano rappresentare una fase di allentamento dell’attenzione legislativa in materia di salute e sicurezza, una delle poche, vere novità per le aziende è la norma tecnica UNI ISO 45001:2018 “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso”. Norma che è stata pubblicata il 12 marzo 2018 e che rappresenta “un punto in avanti indiscusso nel modo di gestire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”.

 

A sottolinearlo è Lucina Mercadante (Contarp, Inail), responsabile scientifica e moderatrice, ad Ambiente Lavoro 2018 di Bologna, del seminario Inail “La UNI ISO 45001:2018”.

L’abbiamo intervistata, durante la manifestazione bolognese, proprio per comprendere meglio la portata della UNI ISO 45001, anche in relazione a quello che dovranno fare le aziende nella fase di migrazione.

Il presente e il futuro della norma UNI ISO 45001

Le domande a Lucina Mercadante non potevano non partire dall’importanza dei sistemi di gestione:

  • Ci sono dati che mostrano come le imprese che hanno adottato SGSL abbiano migliorato il proprio andamento infortunistico?
  • Una gestione della sicurezza integrata nella gestione complessiva delle aziende rende le aziende anche più competitive?

 

Abbiamo poi affrontato aspetti normativi e pratici:

  • La norma UNI ISO 45001 si può considerare un passo in avanti a livello di prevenzione?
  • Quali sono gli aspetti più importanti?
  • Cosa devono fare le aziende nel periodo di migrazione dalla OHSAS 18001 alla UNI ISO 45001?

 

Infine le domande hanno fatto riferimento anche all’elaborazione della norma e al futuro rapporto con il Testo Unico:

  • La norma poteva avere ulteriori margini di miglioramento?
  • Sarà necessario modificare il Decreto 81?
  • La UNI ISO 45001 è conforme ai requisiti dell’articolo 30 del Testo Unico?

 

Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di seguire integralmente la video intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.

Ci sono dati che mostrano come le imprese che hanno adottato sistemi di gestione secondo lo standard 18001 o con riferimento alle linee guida UNI Inail abbiano migliorato il proprio andamento infortunistico rispetto alla media?

 

Lucina Mercadante: “Sì, parto subito da un dato di fatto. (…) Come INAIL noi andiamo a misurare l’efficacia degli strumenti che sostanzialmente proponiamo, sistemi di gestione certificabili o meno – sistemi secondo lo standard OHSAS o secondo le nostre linee guida Uni INAIL – di cui andiamo a misurare l’impatto sulle aziende.

È, peraltro, recente la terza edizione di un nostro studio, avviato in collaborazione con altri importanti organismi che si occupano di salute e sicurezza in Italia, (…) che mostra come l’applicazione di un sistema di gestionecertificabile secondo la OHSAS 18001 (ovviamente per la 45001 ancora non abbiamo numeri) dia risultati molto evidenti, ad esempio relativi alla riduzione dell’indice di frequenza degli infortuni. Risultati che noi abbiamo analizzato in diversi settori produttivi e che evidenziano un valore medio intorno al 15% (15,8%), un valore decisamente rilevante. E i risultati indicano anche come un sistema certificabile impatti sulla gravità dell’infortunio riducendolo in maniera ancora più importante: un valore medio che, direi, si attesta oltre il 30% (39,7%).

Quindi c’è un’evidenza, un’evidenza acclarata e manifesta, che abbiamo piacere di comunicare, essendo noi, INAIL, tra i soggetti che più abbiamo creduto nei sistemi di gestione. Al punto tale che mi permetto di ricordare che li finanziamo, con i nostri bandi ISI, già da qualche tempo. E poi ne riconosciamo l’efficacia prevedendo una riduzione del premio assicurativo secondo il modello T24, una riduzione che impatta notevolmente in termini di sconto sulle aziende (…).

E ci auguriamo che questo ritorno economico, che è un vero e proprio guadagno, sia reinvestito dalle aziende stesse ancora in prevenzione. Vogliamo alimentare un circolo virtuoso che noi crediamo essere il modo migliore per fare prevenzione”. (…)

 

Riportiamo una tabella che comprende un confronto tra indici infortunistici delle imprese certificate rispetto a imprese non certificate relativa al suddetto studio (fonte “Osservatorio Accredia” 1/2018):

 

Confronto tra indici infortunistici delle imprese certificate rispetto a imprese non certificate

Parliamo ora della norma UNI ISO 45001 e cerchiamo di capire se si può considerare un passo in avanti per rendere ancora più efficaci le strategie di prevenzione nelle aziende. In una recente intervista Alberto Andreani, Professore di Diritto dei Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro, ci aveva sottolineato, come aspetto innovativo, l’attenzione per il “contesto”…

 

L.M.:”Sì, il contesto è un punto di rilievo, ma mi permetta di fare un passo indietro per “contestualizzare” la norma stessa.

La ISO UNI 45001:2018 è una norma di una forza, di una importanza, estreme, perché è la prima norma, a livello internazionale, che parla di sistemi di gestione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. E il fatto che si abbia quindi un linguaggio comune in tutto il mondo, è già la forza della norma stessa. Norma che ovviamente ha vissuto un iter sicuramente complesso, laborioso e a volte un po’ difficoltoso, ma che poi, per fortuna, ha visto la luce il 12 marzo 2018.

 

Questa norma che cosa ha di importante?

Ha una struttura che si chiama struttura di alto livello che la rende, peraltro, facilmente integrabile con gli altri sistemi di gestione, ma che non è altro che una sorta di framework di scrittura. Come se noi stessimo scrivendo un libro e qualcuno ci avesse già fatto la suddivisione in capitoli. E quindi agevola una lettura in un’ottica integrata di sistemi che possono parlare di qualità, di ambiente, di salute e sicurezza, laddove ci sono, appunto, capitoli comuni.

 

Il contesto riguarda il capitolo 4 ed è il primo requisito della norma che serve per presentare, per caratterizzare l’organizzazione. Quindi ha ragione il professore Andreani, e io ne condivido appieno il suo pensiero. Il contesto, in realtà, dà la dimensione, nel senso dell’estensione, mostra la tipologia, la natura dell’organizzazione, ma anche il numero di lavoratori, la governance, la struttura organizzativa. E in questo comprendere il contesto, viene fuori la presentazione dell’organizzazione che, per un sistema di gestione, deve essere conosciuta.

E fino a che livello deve conoscersi?

In questo la 45001 è molto dettagliata e fa un ragionamento che io trovo estremamente efficace. Nel primo punto dice che l’organizzazione deve comprendere fattori esterni e interni “pertinenti” (…) che in qualche modo possono impattare, quindi influenzare o essere influenzati nel raggiungimento delle prestazioni di sicurezza.

Quindi sì, il contesto è rilevante. E il contesto è peraltro il “di cui” da cui poi discende un altro punto di forza della norma che io, insisto, trovo veramente molto innovativa e che credo abbia presentato e rappresentato un punto in avanti indiscusso nel modo di gestire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. In ogni paese del mondo, i soggetti, le organizzazioni che volessero volontariamente adottare questo standard, dovranno fare nello stesso modo”.

Veniamo a quanto avverrà praticamente nelle aziende. Abbiamo davanti un periodo di migrazione. Come deve avvenire? Cosa sono le cose che devono fare le aziende? Che periodo sarà?

 

L.M.: “Come per tutti i cambiamenti sarà un periodo di studio e di osservazione, ma anche di rielaborazione, laddove fosse necessario, di qualcosa che però l’organizzazione ha già – se è già certificata OHSAS 18001 – o verso cui deve tendere, qualora l’organizzazione fosse una prima scelta.

 

Il periodo di migrazione, così definito, è un periodo che si chiuderà fra poco più di 2 anni. In realtà è un periodo che dura 3 anni a far data dalla pubblicazione della 45001, che è del 12 marzo scorso. Quindi l’11 marzo 2021 questo periodo di migrazione si chiuderà con il ritiro ufficiale della OHSAS 18001.

Cosa comporta questo passaggio?

Comporta un percorso di ristrutturazione, ma non di ristrutturazione significativa, di modifica di alcuni dei punti che differenziano la 45001, in maniera significativa, rispetto alla 18001 oppure che connotano la 45001. Ne dico alcuni, i più importanti da un punto di vista operativo (…).

Le dico che la 18001 parla molto spesso di ‘procedure’, nella 45001 si parla di ‘processi’.

Le dico poi che, per esempio, un percorso di semplificazione riguarderà quella che nella 18001 è la ‘gestione della documentazione’ e che qui viene riletta e ridefinita come ‘informazioni documentate’. E nella 45001 è dichiarata la volontà di alleggerire la parte documentale della norma. Quindi le informazioni documentate saranno gestite in maniera più snella, più facile, più semplice, ma non meno efficace e funzionale (…).

 

E poi ci sono dei dettagli di natura tecnica che, ovviamente, sono affidati agli enti di certificazione, alle organizzazioni stesse. E per cui rimanderei ai documenti tecnici di riferimento che sono lo IAF MD 21: 2018 che detta le regole esplicite per la migrazione”. (…).

La norma è il frutto di “una lunga elaborazione e di un proficuo compromesso” tra delegazioni nazionali e organizzazioni. C’è qualche aspetto che, a suo parere, poteva essere migliorato nella norma rispetto al risultato finale?

 

L.M.: “Come faccio a dirle no? Le dico sì, ma le dico sì come INAIL e le dico sì come Paese Italia, cioè in virtù di quanto noi già abbiamo. E noi abbiamo la forza e la bellezza di un decreto legislativo, l’81 del 2008, che pone dei livelli di tutela molto alti nei confronti della salute e della sicurezza dei lavoratori Non dimentichiamo che il decreto legislativo 81 parla di una gestione efficace della salute e sicurezza, e qui il riferimento all’articolo 30 è, se vuole, espressamente voluto. Ma parla anche di una gestione etica della salute e sicurezza e qui voglio fare un richiamo a un concetto che è caro all’Inail: quello della responsabilità sociale. Quindi gestisci, gestisci in maniera corretta e in questa maniera corretta c’è anche una maniera etica.

 

Quindi sì, qualcosa poteva forse essere migliorato, avendo noi dei presupposti e dei livelli di tutela alti. Però le dico anche che la norma, a mio avviso, è una norma molto importante, perché frutto di un compromesso (…) di un gruppo di lavoro che aveva al suo interno, alla chiusura dei lavori, ben 62 paesi, quindi economie diversi, livelli culturali e sociali completamente diversi, ma anche livelli di tutela, legislativamente definiti, molto differenti. (…)

 

La norma, mi permetta di dirlo, ha poi un punto di forza che io trovo veramente straordinario ed è relativo alla partecipazione dei lavoratori inserita all’interno del punto della leadership (…)

La presenza dei lavoratori nel processo associato alla leadership, come momento partecipativo, è solo della 45001. Intendo dire che la 9001 e 14001 hanno come punto norma la leadership, ma non hanno la partecipazione dei lavoratori. E allora come fare a non condividere una norma che ha, nel momento decisionale, accanto all’alta direzione, i lavoratori? Lavoratori che partecipano attivamente, fattivamente ad un processo decisionale finalizzato a ridurre i rischi per salute e sicurezza. (…)”.

Affrontiamo ora il problema della presunzione di esimenza della responsabilità amministrativa. Al momento nell’articolo 30 del Decreto 81 non si fa ancora riferimento alla norma 45001. Sarà necessario modificarlo?

 

L.M.: “È chiaro che noi stiamo parlando di un riferimento che è inserito in un testo di legge, il Testo Unico. Quindi qualunque variazione non compete a noi, come Inail. (…)

Ad oggi l’articolo 30 vive ovviamente in assenza di 45001, non fosse altro per un problema temporale. Parliamo di un decreto che ha già festeggiato i dieci anni e noi invece stiamo parlando di una norma che non ha ancora festeggiato un anno. (…)

 

Si potrebbe risolvere o aggirare il problema, in assenza di una modifica normativa dell’articolo 30? Beh, qui io mi permetto di richiamare un comma interno all’articolo 30, che è il comma 5, che prevede che la Commissione Consultiva Permanente possa adottare ulteriori modelli organizzativi. Chissà che magari, in virtù di questo comma, qualcosa non accada…”. (…)

(Fonte: PuntoSicuro | Autore: Tiziano Menduto)

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