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Sicurezza sul lavoro: responsabilità datoriale verso i terzi

La violazione di norme antinfortunistiche sui luoghi di lavoro

Con la sentenza n. 13583/2019 si è configurata l’aggravante della violazione di norme antinfortunistiche per l’omicidio colposo, occorso a soggetto non dipendente del datore di lavoro.

 

Nello specifico, il caso riguarda un lavoratore in carico ad una ditta esterna, appaltatrice dei servizi di trasporto merci all’interno dei locali aziendali, ma non della sua movimentazione. Questo, dopo aver trasportato del materiale in loco, si era posto alla guida di un carrello elevatore per realizzarne uno spostamento, al di fuori delle sue competenze. La manovra ha provocato un grave infortunio e decesso del dipendente.

 

Il reato di omicidio colposo è aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione infortuni sui luoghi di lavoro, vista l’assenza di misure volte ad impedire l’utilizzo improprio delle attrezzature.

 

In un primo momento, data l‘estraneità della vittima rispetto all’organizzazione aziendale, la Corte d’Appello aveva dichiarato la prescrizione dell’omicidio colposo semplice.

 

Tuttavia, il Supremo Collegio, ha precisato che le norme sulla sicurezza non sono previste solo per tutelare i dipendenti della società, ma anche soggetti terzi che possono trovarsi nell’ambiente di lavoro. Quindi, la loro violazione, prescinde dalla titolarità di un rapporto di lavoro subordinato

 

In conclusione,  “il datore di lavoro che, con una propria condotta, abbia determinato l’insorgere di una fonte di pericolo, è titolare di una posizione di garanzia inerente ai danni provocati non soltanto ai propri dipendenti, ma anche ai terzi che frequentano le strutture aziendali”.

 

(Fonte: AODV231)