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Modello 231

Modello Organizzativo 231 e reiterazione del reato

L’adozione del Modello Organizzativo 231, esclude il pericolo di reiterazione del reato.

 

La Corte di Cassazione, con sentenza n.12528 /2019, ha ritenuto l’adozione a posteriori del Codice Etico, del Modello 231 e la nomina di un Organismo di Vigilanza, idonei a giustificare il venir meno delle esigenze cautelari.

 

Il procuratore speciale  di una società titolare di un appalto pubblico è stato indagato e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per istigazione alla corruzione e per truffa aggravata.

 

L’indagato ha chiesto la revoca della misura, ma gli è stata riconosciuta solo la sostituzione con l’obbligo di dimora.

 

Ha quindi presentato ricorso alla Cassazione, in ragione del venir meno del rischio di reiterazione del reato grazie all’implementazione di un sistema 231.

 

La Cassazione, ha accolto la richiesta ed ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame. Rilevando come, a seguito dell’arresto dell’imprenditore, fossero effettivamente sopravvenute circostanze nuove che avevano fatto venir meno le esigenze cautelari.

 

Tra le circostanze rilevanti, vi è dunque l’adozione di un sistema di compliance ai sensi del D. Lgs. 231/2001.