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Modello organizzativo, delega e vigilanza

Modello Organizzativo, delega di funzioni e obbligo di vigilanza

Una sentenza sul rapporto tra Modello Organizzativo (art.30 del D. Lgs. 81/08) e vigilanza del datore di lavoro in una multinazionale con una pluralità di siti produttivi. Affrontando il tema della delega di funzioni e del collegamento tra l’obbligo di vigilanza del delegante ed il sistema di verifica a e controllo adottato e attuato.

 

Nel caso specifico, era stato condannato il datore di lavoro (amministratore delegato) per non aver assicurato la conformità dei luoghi di lavoro ai requisiti di salute e sicurezza. Ovvero, per aver “omesso di assicurare l’adozione di adeguate opere provvisionali per impedire la caduta del personale nelle aperture dei pavimenti e delle pareti delle aree pertinenti ad un capannone ubicato nello stabilimento..”.

 

Al centro della questione vi è l’individuazione del contenuto dell’obbligo di vigilanza del datore di lavoro in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, all’interno di strutture complesse, organizzate su una pluralità di stabilimenti. Ed in particolare, i limiti di efficacia attribuibili alla delega conferita dal datore di lavoro ai fini della sua esenzione da responsabilità.

 

In primo luogo, la Corte si pronuncia affermando che:

  • “in imprese di grandissime dimensioni, organizzate in più stabilimenti, il datore di lavoro risponde delle violazioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori che discendono dalle scelte gestionali di fondo. Quindi dall’inadeguatezza ed inefficacia del modello di controllo, anche in considerazione delle necessità di adattamento di questo nel tempo a fronte di apprezzabili sopravvenienze”.

 

Inoltre, la verifica in ordine ad adeguatezza ed efficacia del modello organizzativo, ai fini dell’esonero della responsabilità del datore di lavoro delegante, deve essere compiuta ex ante, alla luce di tutti gli elementi conoscibili al momento della predisposizione del modello.

 

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