fbpx

Quando la formazione su SSL non è adeguata

Una sentenza dell’anno scorso (Cassazione Penale, Sez.IV, 2 marzo 2020 n.8163) sulle responsabilità di un datore di lavoro per aver causato in un cantiere un “infortunio sul lavoro, con esiti mortali per DC.L. e gravemente lesivi per DB.G.”,  in seguito a una formazione sulla sicurezza non ritenuta adeguata.

 

La ricostruzione dei fatti

 

Nel primo pomeriggio del 20 febbraio 2014, DC.L., coadiuvato dal collega DB.G., aveva iniziato l’applicazione dello spritz beton sulla volta della cava […], quando avveniva il distacco del “gommone” dalla lancia”. Tale distacco si era verificato “per la mancanza della spina di sicurezza sulla cravatta di chiusura, mentre, come riportato nel manuale d’uso e manutenzione dell’attrezzatura, su tutti i morsetti di collegamento dei tubi portanti il calcestruzzo devono essere presenti le spine di sicurezza per evitare l’apertura accidentale.”

In questa situazione “DC.L. e DB.G. iniziavano le operazioni di manutenzione, abbassando il braccio telescopico ad altezza d’uomo e provvedevano a sostituire la cravatta e la guarnizione […] per reinserire il gommone nella sua naturale posizione di esercizio.” Tuttavia i due lavoratori “svolgevano queste operazioni non eseguendo previamente lo scarico della pressione nell’impianto, da effettuarsi tramite la procedura di aspirazione del calcestruzzo nella tramoggia, come previsto dal manuale d’uso e manutenzione della macchina”.

Di conseguenza, “quando DC.L. sollevava il gommone per riallinearlo alla lancia, e DB.G. si poneva in corrispondenza della lancia al fine di collegarvi il gommone applicando la cravatta, per effetto della manovra di riallineamento e a causa della pressione ancora presente all’interno delle tubazioni, il tappo di calcestruzzo che si era formato si liberava e fuoriusciva in modo violento ed improvviso”.

 

Cosa dice la Cassazione

Secondo la sentenza tali eventi sono collegati al “fatto che DC.L. non fosse esperto nella conduzione della macchina,- che mai aveva utilizzato prima in altri cantieri – e non avesse ricevuto la formazione necessaria per l’impiego e la manutenzione dell’attrezzatura, risultando privo della specifica abilitazione richiesta per tale tipo di macchina, e che DB.G. fosse digiuno di ogni esperienza e formazione circa il funzionamento e la manutenzione dell’attrezzatura, operando da meno di sette giorni in sostituzione di altro collega e non avendo neppure assistito alla consegna della pompa ed alle istruzioni fornite alla consegna dal dipendente della società noleggiante P. S.r.l.”

Inoltre “proprio tale sottovalutazione è stata aggravata dall’erroneo e superficiale convincimento della raggiunta padronanza del macchinario a seguito dell’affiancamento per due giorni con il tecnico dipendente della ditta fornitrice.”

A questo punto la Cassazione sottolinea la “mancanza di qualifica del tecnico” (C.A.), oltre alla “insufficienza del tipo di formazione tesa solo a raggiungere lo scopo di utilizzare lo spruzzatore e non di raggiungere le necessarie conoscenze in tema di sicurezza.”

 

In conclusione, “non può ritenersi adeguata una formazione, in tema di sicurezza, affidata alla mera trasmissione verbale o gestuale da parte di un soggetto dotato di superiore esperienza empirica sul campo giacché questa, sebbene a sua volta importante, non può sostituire ex se quei bagaglio di conoscenze ed acquisizioni tecniche, elaborate attraverso continue acquisizioni, di cui un formatore qualificato per la sicurezza deve essere dotato”.

 

Fonte: Punto Sicuro