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Reati agroalimentari: le novità legislative

Lo scorso 23 maggio è entrata in vigore la Legge n. 71/2021 che ha convertito, con modifiche, il D.L. n. 42/2021 in tema di sicurezza agroalimentare. Il decreto infatti, aveva comportato, a partire dal 26 marzo, una significativa eliminazione dal nostro ordinamento di numerosi reati in materia agroalimentare.

Il provvedimento ha lo scopo di evitare l’effetto abrogativo delle sanzioni di stampo penale “in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”, che sarebbe derivato dal precedente D.Lgs. 27/2021. Tale decreto prevedeva l’adeguamento della normativa nazionale ad un Regolamento comunitario, che andava ad abrogare la Legge n. 283/62 sulla disciplina igienica della produzione e vendita delle sostanze alimentari e bevande, salvando le fattispecie limite di cui agli artt. 7, 10 e 22.

Le modifiche apportate nella nuova legge riguardano la disciplina degli accertamenti irripetibili sui campioni deteriorabili e non.

In tema di reati agroalimentari, è tutt’ora all’esame del Parlamento un DDL di riforma “Nuove norme in materia di illeciti agro-alimentari” che, dovrebbe introdurre nuove ipotesi di responsabilità degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Il documento, in forma di dossier,  illustra i contenuti del Disegno di Legge A.C. 2427 in vista dell’attività consultiva della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Il DDL in oggetto amplia il Catalogo dei reati presupposto “231” (tramite modifica dell’art. 25-bis.1 e introduzione degli artt. 25-bis.2 e 25-bis.3) e introduce l’art. 6-bis, teso a disciplinare lo specifico Modello organizzativo finalizzato alla prevenzione degli illeciti agro-alimentari (come già segnalato da AODV231).

Dal momento che tutte le disposizioni del Disegno di Legge “sono volte a ridefinire il quadro sanzionatorio penale della materia agroalimentare e, conseguentemente, a coordinare gli illeciti penali con gli illeciti amministrativi, anche a carico degli enti”, il Dossier conclude sostenendo che la materia è di esclusiva competenza statale.

 

Fonte: ODV 231