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Rischio da quarantena: come prevenirlo in azienda

Una nota di Confindustria, sul DPCM 3 novembre, si sofferma sul rafforzamento delle tutele per lavoratori e datori di lavoro, al fine di prevenire il cosiddetto rischio da quarantena, in azienda.

 

Il documento ricorda che la situazione pandemica in Italia e nel mondo va aggravandosi, tanto da rendere difficile il tracciamento dei casi.

 

Oggi particolarmente, soprattutto nel momento in cui la produzione è attiva e vi sono segnali di ripresa, è consigliabile contrastare il rischio da quarantena.

 

Infatti, l’azienda, pur avendo rispettato le disposizioni in vigore, potrebbe andare incontro ad un coinvolgimento nel contact tracing (per la presenza di contatti stretti secondo il Rapporto n. 53/2020 dell’ISS).

La conseguenza è la potenziale adozione di misure di quarantena da parte delle Autorità sanitarie, con evidenti riflessi negativi sull’operatività.

 

La nota di Confindustria vuole offrire un “percorso di sicurezza”, volto a mitigare il rischio da quarantena.

 

Molte aziende stanno già applicando, ove possibile, misure restrittive, dirette a precludere il concreto verificarsi di ipotesi di contatti stretti.

 

Il documento segnala, le seguenti misure finalizzate a prevenire possibili provvedimenti di quarantena:

 

  • adottare un sistema aziendale di monitoraggio continuo mediante la periodica somministrazione di tamponi antigenici rapidi (o, quando saranno disponibili, tamponi salivari) a tutti i lavoratori presenti in azienda, in modo da tenere sotto controllo la presenza e la diffusione del virus, prevenendo possibili contagi;
  • laddove possibile, tarare l’organizzazione aziendale, per la parte del lavoro in presenza, in modo da prevenire il contatto stretto (e non solamente il rispetto del metro di distanza). In questo senso, si potrebbe pensare di:
    • ampliare a due metri il distanziamento tra le persone/postazioni di lavoro ovvero (o in aggiunta) organizzare la disposizione dei posti di lavoro evitando il contatto ‘faccia a faccia’;
    • disporre l’uso permanente della mascherina chirurgica, anche nei luoghi di lavoro (es. open spaces) che non sono spazi comuni;
    • per le ipotesi maggiormente a rischio (contatti continuativi ravvicinati) prevedere l’uso dei DPI (mascherine FFP2).

 

Consulta il documento di ConfindustriaNota sul DPCM del 3 novembre 2020 e gli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro

 

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