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Risparmio di spesa e responsabilità 231

Risparmio di spesa e responsabilità 231

Risparmio di spesa e responsabilità 231: la Cassazione si pronuncia sui rapporti tra reati colposi e responsabilità della persona giuridica.

 

I giudici ribadiscono che la responsabilità dell’impresa scatta a prescindere dalla volontà dell’evento e dall’effettivo conseguimento di un risparmio. Confermando la condanna ai sensi degli artt. 5 e 25 septies del D.Lgs. 231/2001.

 

Infatti, che l’interesse e il vantaggio, ricorrono nei seguenti casi:

  • il primo, quando l’autore del reato abbia violato la normativa cautelare con il consapevole intento di conseguire un risparmio di spesa per l’ente. Indipendentemente dal suo effettivo raggiungimento.
  • il secondo, qualora l’autore del reato abbia violato sistematicamente le norme antinfortunistiche, ricavandone oggettivamente un qualche vantaggio per l’ente. Sotto forma dì risparmio di spesa o di massimizzazione della produzione, indipendentemente dalla volontà di ottenere il vantaggio stesso.

 

Vi sono importanti indicazioni anche in materia di sicurezza sul lavoro. Ai fini della nozione di lavoratore di cui al D.Lgs. 81/2008, si legge nel provvedimento, rileva lo svolgimento dell’attività all’interno dell’organizzazione. Indipendentemente dalla tipologia contrattuale.

 

In conclusione, è stata rigettata la tesi difensiva per cui il soggetto infortunatosi non era un dipendente, ma un artigiano incaricato del lavoro.

 

Scarica la sentenza n. 39741/2019