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Salute e Sicurezza vanno in coppia con economia circolare?

Salute e Sicurezza vanno in coppia con economia circolare?

2040: l’Europa potrebbe apparire molto diversa da come è oggi.
Così raccontano un progetto di studio e alcune note informative pubblicati dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) e dedicati all’ economia circolare e alle implicazioni per la salute e sicurezza sul lavoro (SSL). In queste note sono stati sviluppati quattro diversi scenari futuri per provare ad anticipare i cambiamenti e individuare i possibili rischi nel mondo del lavoro.

 

In particolare la scheda “The circular economy and safety and health: project overview and next steps” (Economia circolare, sicurezza e salute: panoramica del progetto e prossimi passi) cerca di anticipare gli effetti futuri dell’adozione di un’economia circolare nell’Unione europea.

 

Il progetto per anticipare i cambiamenti e ridurre gli infortuni

Il documento ricorda che da diversi anni l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro esamina gli sviluppi che potrebbero verificarsi in futuro in materia di SSL, ad esempio in relazione allo sviluppo di nuove tecnologie, nuovi modi di lavorare e cambiamenti sociali. Con questi studi l’Agenzia ha l’obiettivo di migliorare le strategie politiche in materia di prevenzione, la normativa e favorire la riduzione degli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Cercando di anticipare i cambiamenti che potrebbero avere un impatto sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, i progetti hanno già affrontato vari temi, ad esempio con riferimento all’evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Sul tema dell’ economia circolare, con riferimento al flusso circolare e al (ri)utilizzo efficiente di risorse, materiali e prodotti. Una economia in grado di prolungare la durata di vita dei prodotti e dei materiali, con una riduzione e riciclo/recupero dei rifiuti.

 

Lo studio prospettico sull’economia circolare

L’economia circolare sarà vantaggiosa per l’azione contro il cambiamento climatico, ma avrà anche un impatto sui posti di lavoro e sulla SSL.

In particolare sono stati identificati quattro diversi scenari possibili nel 2040 e per ogni scenario sono descritti gli effetti sulle condizioni di lavoro e sulla qualità del lavoro, ma i quattro scenari non devono essere interpretati come una sorta di previsione su ciò che il futuro potrebbe riservarci o meno, ma sono stati concepiti come uno strumento per:

  • incoraggiare il dialogo e la riflessione sulle possibilità future
  • informare i processi decisionali odierni
  • consentire una politica più orientata al futuro
  • rendere il lavoro di domani più sano e più sicuro.

 

 

I quattro scenari possibili e il mondo del lavoro

Scenario 1: le condizioni di lavoro in tutti i settori sono significativamente migliori rispetto a vent’anni fa, l’inquinamento è stato ridotto al minimo, le imprese scoprono che conservare un impatto ridotto fa bene al bilancio. La fiducia del pubblico nei responsabili politici e nei leader nazionali ed europei è più grande che mai. Attuare una sostenibilità seria e realizzare i principi di “ridurre, riutilizzare, riciclare” richiede uno sforzo organizzativo e collaborativo, così come mantenere i lavoratori al sicuro in un ambiente di lavoro multiforme con una miriade di piattaforme e forme di impiego. Ma una differenza chiave dalla situazione nel 2020 è un palpabile senso di ottimismo: con così tante sfide affrontate con successo, il futuro non può che essere luminoso.

 

Scenario 2: all’inizio del 2020 il riscaldamento del clima, gli eventi meteorologici estremi e la perdita di habitat sono al centro dell’attenzione pubblica. È aumentato l’interesse e la consapevolezza dei problemi ecologici che hanno portato a un’impennata nella regolamentazione ambientale e nelle pratiche industriali ecologiche. Ma, con la maggior parte dei finanziamenti spesi in infrastrutture di energia rinnovabile e iniziative di economia circolare, gli aspetti sociali sono passati in secondo piano. Infrastrutture e servizi sociali, diritti sociali, inclusione e qualità del lavoro sono diminuiti per molti.

 

Scenario 3: recessioni, tagli alla spesa pubblica, crisi ambientali e aumento della disoccupazione: i titoli dei giornali nel 2040 sono una lettura cupa. Nel mondo degli affari, ognuno è opera per se stesso, contano solo competitività e profitti. Le nuove tecnologie, la razionalizzazione e la digitalizzazione creano un bacino sempre più grande di lavoratori che non hanno le qualifiche necessarie per farcela in questa nuova ma spietata economia. L’ economia circolare rimane un sogno lontano, e la transizione che tutti hanno vissuto non è stata né verde né giusta.

 

Scenario 4: sia per i politici che per l’opinione pubblica, un’economia sicura e in crescita è stata la preoccupazione principale degli ultimi due decenni. L’ambiente è passato in secondo piano, ma non ovunque. Le regioni europee più ricche potevano permettersi di esternalizzare i rifiuti e l’inquinamento in altre regioni del mondo o negli Stati membri dell’UE più poveri e ora vantano delle economie circolari localizzate, ma i problemi sono semplicemente delocalizzati. Anche l’inclusione sociale è stata trascurata. Con buoni posti di lavoro disponibili solo per una minoranza di individui ben formati e altamente qualificati, un numero crescente di lavoratori è spinto verso un lavoro non regolamentato, sottopagato e sempre più precario.

 

I quattro scenari mostrano che in Europa i potenziali percorsi per l’economia circolare e i loro effetti sulle condizioni di lavoro possono ampiamente variare, con una serie altrettanto ampia di implicazioni per la salute e sicurezza sul lavoro.

 

Tratto da:  Punto Sicuro