Sequestro 231

Il riesame per sequestro 231

Sequestro 231

La Sesta Sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33044/2018, ha confermato importanti principi di diritto relativi alla presentazione della richiesta di riesame avverso una misura cautelare disposta nei confronti della società.

La Corte ne ha dichiarato l’inammissibilità, osservando che la nomina del difensore di fiducia dell’ente era pervenuta dal legale rappresentante dello stesso, a sua volta coinvolto nel processo per aver compiuto il reato presupposto.

La sentenza

Nella motivazione si è ricordato l’orientamento delle Sezioni Unite (sentenza n. 33041/2015) secondo cui, ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. 231/2001, “il rappresentante legale indagato o imputato del reato presupposto non può provvedere alla nomina del difensore di fiducia dell’ente”.

Il giudice di legittimità ha dichiarato altresì inammissibile il ricorso dell’imputato persona fisica poiché non legittimato a proporre il riesame avverso il provvedimento di sequestro preventivo disposto esclusivamente nei confronti dell’ente. La persona fisica, invero, è “soggetto terzo rispetto al sequestro, non è coindagata o coimputata per lo stesso illecito, non è la persona alla quale le cose sono state sequestrate (…) non è almeno in astratto la persona che avrebbe diritto alla restituzione di quanto in sequestro, essendo i beni appartenenti all’ente”.

Fonte: AODV231

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