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Gli spazi confinati nella normativa italiana

Sulla classificazione degli spazi e ambienti confinati

Riportiamo alcune informazioni su definizioni e rischi legati ad ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento a partire dall’intervento “La sicurezza e la prevenzione negli ambienti confinati. Il problema della definizione degli ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento”. (A cura dell’Ing. Giovanni Andrea Zuccarello (INAIL U.O.T. Bologna) e della Dott.ssa Patrizia Ferdenzi (Referente Gruppo Ambienti Confinati Regione Emilia-Romagna).

 

Di seguito, due definizioni degli ambienti confinati:  

  • OSHA-INRS: Luogo totalmente o parzialmente chiuso, non progettato/costruito per essere occupato in permanenza da persone, né destinato ad esserlo. Ma che all’occasione, può essere occupato temporaneamente per interventi lavorativi come ispezioni, riparazioni, manutenzione, pulizia.
  • NIOSH: Spazio con aperture limitate per l’accesso e l’uscita e con una sfavorevole ventilazione naturale che potrebbe contenere agenti chimici pericolosi o permettere il formarsi di atmosfere pericolose. Inoltre, non progettato per la permanenza di lavoratori.

 

Gli spazi confinati nella normativa italiana

La normativa italiana accomuna i rischi correlati agli spazi confinati a quelli relativi agli ambienti sospetti di inquinamento. Identificando le stesse misure preventive e protettive da adottare in entrambi i casi. Il Decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 177 è entrato è entrato in vigore 8 anni fa, tuttavia il dibattito sugli spazi che possano essere considerati ambienti confinati o sospetti di inquinamento è ancora aperto.

 

Data la pericolosità degli ambienti, il legislatore nazionale ha posto il divieto di accedere ed effettuare attività all’interno degli stessi, fatta salva un’approfondita Valutazione dei Rischi e l’adozione di specifiche misure di protezione e di emergenza. Così come specificato nel D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. (artt. 66, 121 per gli Ambienti Sospetti di inquinamento e Allegato IV per gli Ambienti Confinati) e in rif. al DPR 177 del 2011.

 

Come si procede per la classificazione degli altri luoghi di lavoro?

Le norme internazionali non si fermano ad una rigida classificazione dei luoghi in base al contesto nel quale ci si trova a operare. Ad esempio, la normativa statunitense è una tra le più avanzate sull’argomento e si concentra sulle caratteristiche geometriche degli ambiti operativi, classificandoli dinamicamente in funzione dell’effettivo livello di rischio.

 

Tuttavia, ricordiamo che alcuni ambienti che potrebbero non apparire come confinati, in particolari circostanze,legate alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa o ad influenze provenienti dall’ambiente circostante, possono configurarsi come tali. Quindi, devono essere individuati e valutati mediate una valutazione dei rischi.

 

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