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Presentate le linee guida per valutare i rischi connessi ai controlli delle emissioni in atmosfera, fornendo una metodologia di valutazione

Valutazione dei rischi nel controllo delle emissioni

 

Il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 richiede che il Datore di Lavoro di ogni Agenzia appartenente al Sistema delle Agenzie Ambientali effettui la valutazione dei rischi. E l’attività di campionamento e monitoraggio delle emissioni in atmosfera “costituisce una specifica matrice (aria) che afferisce alle attività Territoriali”. Dunque un compito del datore di lavoro (in questo caso rispetto alla gerarchia organizzativa può essere il Direttore Generale o il Dirigente delegato) è quello di “redigere specifica analisi di rischio relativa all’attività in relazione alla singola mansione”.

 

A ricordarlo sono le nuove linee guida (n. 25/2020) del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente ( SNPA) che costituisce un sistema a rete che fonde in una nuova identità quelle che erano le singole componenti del preesistente Sistema delle Agenzie Ambientali.

Emissioni: le nuove linee guida

 

Nelle linee guida viene definito il metodo seguito per accertare i rischi potenziali presenti nelle attività di campionamento e monitoraggio, che “è caratterizzato dalla valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività e dalle indicazioni specifiche relative alla conformità dei dispositivi utilizzati in connessione con le norme legislative tecniche e di sicurezza nazionali e comunitarie”; il tutto “finalizzato ad individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza (art. 2 D.lgs. 81/08 e s.m.i.)”.

In particolare la valutazione dei luoghi di lavoro, delle attrezzature e delle modalità operative “è generata dallo studio comparato delle situazioni che si possono verificare durante le attività e segnalate nel gruppo di lavoro come standard e ricomprese nei principi generali della sicurezza, dell’igiene e della salute nei luoghi di lavoro”.

 

La proposta di metodologia di valutazione dei rischi

 

Veniamo alla proposta di metodologia di valutazione contenuta nel documento. Si indica che nei luoghi di lavoro in cui le circostanze e le condizioni sono mutevoli, la cui valutazione deve essere effettuata studiando attentamente numerosi aspetti.

Inoltre un altro importante fattore che deve essere sempre considerato “è la possibile presenza sul luogo di lavoro di dipendenti di altre aziende o di terze persone.

Non si deve considerare che si tratti soltanto di persone anch’esse esposte a rischi eventuali ma si deve tenere presente il fatto che la loro attività può comportare nuovi rischi e anche aggravare le conseguenze di quelli già presenti a causa di possibili e magari non valutate interferenze tra le diverse attività. I datori di lavoro delle diverse imprese che operano nello stesso ambiente dovranno collaborare per la salute e la sicurezza dei lavoratori”.

 

Una valutazione dei rischi dettagliata deve essere articolata in cinque passaggi:

 

 

  1. identificazione dei pericoli in tutti gli aspetti dell’attività lavorativa;
  2. identificazione di tutte le persone che possono incorrere in pericoli, compresi i gruppi di persone esposte a rischi particolari;
  3. Stima dei rischi che tenga conto dell’affidabilità e dell’adeguatezza delle misure cautelari o preventive;
  4. Decisione su quali nuove eventuali misure debbano essere introdotte per eliminare o ridurre i rischi;
  5. Definizione, in via prioritaria, delle misure cautelari da adottare;

 

Una volta terminata la valutazione, la prima opzione da percorrere è quella di eliminare il rischio, anche se spesso non risulterà attuabile a causa del fatto che un grande numero di pericoli e rischi potrebbero non essere eliminabili o riducibili dal  procedimento o dall’attività del lavoro.

 

Nel caso poi che l’entità del rischio non può essere ridotta tramite tali misure, “si forniranno e adopereranno i dispositivi personali di protezione” che devono essere impiegati “solo qualora risulti impossibile garantire la sicurezza e la salute dei dipendenti attraverso mezzi collettivi tecnici od organizzativi”. Se si ritiene necessario l’impiego di dispositivi di protezione personale, questi devono essere di tipo adeguato”.